Istituto Istruzione Superiore 'Fermi' Gaeta

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Chi siamo

Testo1Album foto IIS Fermi 

    L’Istituto di Istruzione Superiore “Fermi” nasce nel  2014, in seguito all’unione tra l’Istituto Tecnico Economico ed il Liceo Scientifico.

    L’Istituto Tecnico Economico era stato istituito  nel 1988, come sede staccata dell’I.T.C. “Filangieri” di Formia, per venire incontro alle esigenze dell’utenza gaetana che frequentava quell’Istituto.
    Il numero sempre crescente di iscritti ha fatto si che tale sezione staccata si meritasse una sede autonoma ed una sua identità indipendente sul territorio.
    La storia del Liceo Scientifico è molto più ricca ed articolata e si intreccia in maniera indissolubile con quella della città.

    Nasce nel 1948, nella fase della ricostruzione postbellica,  come primo istituto  superiore mirato a formare i giovani destinati agli studi universitari. Viene gestito dal Comune come istituto “parificato” fino al 1958. Poi  opera come sezione staccata del Liceo di Terracina. Nel 1960,  finalmente, assurge al rango di Liceo Scientifico Statale.
    La storia del liceo è abilmente affrescata dalle parole di alcuni dei numerosi docenti che hanno lasciato una impronta indelebile nel cuore e nelle menti degli studenti che si sono avvicendati in oltre mezzo  secolo di storia.

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Negli anni del primo dopoguerra, quando la città appariva ancora nella maggior parte distrutta dalle mine tedesche e dai bombardamenti aerei e navali (76% delle abitazioni civili, 100% delle opere pubbliche), e ovunque si vedevano cumuli di macerie, Gaeta decise di far sorgere, accanto all'antico e glorioso Istituto Tecnico Nautico, un Liceo Scientifico. A quell'epoca l'accesso a tutte le facoltà universitarie era riservato agli studenti forniti di maturità classica o scientifica, e perciò istituire la nuova scuola significava schiudere alla gioventù studiosa le porte di tutte le professioni.

Quando ciò avvenne, c'erano tante altre cose che apparivano più urgenti e addirittura impellenti. Nessuna meraviglia perciò, se qualcuno ritenne l'iniziativa almeno singolare; ma il Comune di Gaeta, nella sua veste di gestore privato, chiese ed ottenne di istituire il primo corso di un Liceo Scientifico parificato. Con i dati dei censimenti alla mano, si osservava che la gioventù gaetana aveva poche alternative per il suo futuro: non c'era che emigrazione e navigazione. Tranne la vetreria non c'erano attività industriali in loco…………………… Nel 1861 l’85,72% della popolazione era analfabeta; nel 1871 l’81,11%; nel 1881 il 78% della popolazione e nel 1901 i1 70,09%.

Tuttavia, rispetto agli altri comuni del circondario, Gaeta rivelava una maggiore tendenza all'alfabetizzazione. A Gaeta si emigrava più che altrove, ma si studiava anche di più. La constatazione di questa duplice verità spinse ad insistere col Liceo Scientifico: in mancanza di meglio, si continuasse pure ad emigrare, ma che fosse, finalmente, emigrazione di gente colta con una sua professione da far valere.

La popolazione scolastica cominciò a crescere enormemente e in pochi anni si passò da poche decine di iscritti ad alcune centinaia. Il Comune continuò a sostenere la scuola con sommo impegno. Ottenne il contributo previsto dalla legge per la costruzione dei nuovi edifici scolastici, contrasse il mutuo necessario, fece approntare il progetto, ne appaltò i lavori ed il 18 febbraio 1961 in occasione della celebrazione dell'Unità d'Italia il Presidente del Consiglio dei ministri dell'epoca, A. Fanfani, potè porre la prima pietra.

Durante le vacanze pasquali del 1963 si traslocò dai locali del Comune al nuovo edificio. Personale docente di alto livello, istituto pienamente efficiente, dotato di laboratori di Fisica e di Chimica, aula di Disegno e palestra, fecero del liceo scientifico di Gaeta una realtà educativa che richiamò presto molta della migliore gioventù della zona. I suoi studenti furono non solo di Gaeta ma anche di Sperlonga, Itri, Formia, Castelforte, Spigno e Minturno (prima che agli inizi degli anni 70 sorgesse il liceo di Minturno). Oggi molti ex alunni ricoprono cattedre universitario, fanno gli ingegneri in varie città d'Italia e all'estero, sono medici e stimati professionisti nei campi più diversi; altri si sono distinti nelle varie branche dell'amministrazione dello stato.

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Così la vide un poeta-scrittore: il segno dello Stendardo, il segno delle grotte rupestri, il segno degli Exultet...Un segno anche fu quello che unì Gaeta a Fondi, anni orsono. Un segno lasciato sull'asfalto da una lambretta che percorreva i 25 chilometri con serena fretta: alla guida, il preside Salvatore Barattolo andava ad invitare una ventenne piena d'entusiasmo a far parte della famiglia del Liceo Scientifico.

Il segno si approfondisce, abbandona il tracciato più ampio dell'Università, della ricerca, della direzione dei Musei. Penetra, invece, sempre più a fondo nella vita del Liceo, scavando nel solco dell'amore, prisma dalle molteplici forme, professionali, familiari, amicali ... bagliori di donazione e di arricchimento. Il segno dell'amore molteplice è una "linea a zig-zag, sottile, slabbrata, contorta, spezzata, doppia, uniforme, a spirale"...

La linea ha avviato, sospinto numerose giovani intelligenze sulle variegate strade del mondo, a dire, a testimoniare che amore, studio e impegno sostengono la vita del pianeta terra.

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Ho iniziato la mia carriera a settembre del 1954 quando fui nominata docente di storia e filosofia presso il Liceo Scientifico di Gaeta all'epoca ancora legalmente riconosciuto.

Esisteva un'unica sezione con classi poco numerose (dai 12 ai 15 alunni), ubicate nei locali a ridosso dell'attuale edificio comunale; le aule spoglie e fredde erano riscaldate soltanto dall'entusiasmo e dal calore affettivo che regnavano in questa comunità, protesa a lavorare con zelo e serietà. Tra i docenti si instaurò immediatamente un clima sereno che permetteva di portare avanti il lavoro didattico in piena collaborazione: tutti erano animati dal desiderio di contribuire, con la propria professionalità, all'affermazione di un istituto nascente capace di dare lustro alla cittadina.

Il Comune di Gaeta, ed in primo luogo l'allora sindaco prof. Pasquale Corbo, cercava di venire incontro a tutti i desiderata: si gettarono le basi per l'istituzione della biblioteca che ancora oggi esiste nell'Istituto grazie alla collaborazione di tutti i docenti tra cui l'indimenticabile prof. Salvatore Mignano, si progettarono e poi attuarono cicli di conferenze tenute dagli stessi docenti accanto ad attività musicali. Tra il personale docente e non-docentec'era comprensione e familiarità al punto da coinvolgere tutti nella manutenzione della scuola. Gli alunni rispondevano agli stimoli proposti e mostravano entusiasmo e dedizione allo studio.

Ancor oggi incontrando i primi maturati dell'a.s. 1954-'55, come il dott. Enzo Gualtieri, la prof.ssa Elisa Arichiello e, fino al giorno della sua scomparsa, la preside prof.ssa Maria Bronco, ricordiamo insieme con nostalgia il periodo trascorso con i suoi pregi ed i suoi difetti.

Gradualmente l'Istituto conquistò credibilità e, essendo ormai trascorsi sei anni (era l'anno scolastico 1960-61), si avviò alla statalizzazione.

Ricordo con affetto e stima i vari presidi che si sono succeduti negli anni come il compianto prof. Salvatore Barattolo ed il prof. Pasquale Corbo. Ogni "nuovo" collega che si iscriva in questo contesto (come il prof. Ruggiero Di Lollo e le prof.sse Marisa Beati e Vera Liguori) si prodigava nel contribuire al consolidamento del prestigio dell'Istituto, mettendo a disposizione le proprie energie e la propria cultura.

Dal 1966 al 1979 ho avuto modo di vedere, in qualità ormai di ordinaria di Storia e Filosofia, molteplici svolte ed innovazioni didattico-culturali in un Istituto che era arrivato a comprendere quattro sezioni. Nel 1968 ho vissuto le lotte studentesche, nel 1974-'75 le prime assemblee plenarie sentite, animate e coinvolgenti a conferma della sen-sibilizzazione e partecipazione degli studenti del Liceo "Fermi" verso i problemi nazionali; con il compianto prof. Salvatore Mignano, proprio in quegli anni, abbiamo attuato lezioni che oggi prendono il nome di "lezioni pluridisciplinari" su problematiche fìlosofico-letterarie suscitando vivo interesse e partecipazione di studenti di varie classi.

Ancora oggi, a venti anni dal mio pensionamento, il Liceo Scientifico "Fermi" è un ricordo vivo e parte della mia vita.

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Risale all'anno scolastico 1948 la mia prima esperienza scolastica come insegnante presso il Liceo Scientifico parificato di Gaeta, allora ubicato presso il Comune. In attesa che la scuola diventasse statale, essendo di ruolo anche per le medie, peregrinai per un po' di anni in Scuole statali inferiori della provincia, raggiungendole, per scarsezza di mezzi pubblici, in bicicletta.

Erano i tempi, allora delle imprese di Bartali e Coppi per cui, anche perché molto giovane, non mi risultava molto faticoso affrontare quei 20-30 km., con qualche salitella di 3^ categoria. Soltanto nei primi anni del 1970 (il Liceo era diventato Statale), dietro invito del Ministero della Pubblica Istruzione e il volere di mia moglie, approdai al Liceo Scientifico definitivamente. Mi fu affidato il corso C e D e dopo aver conosciuto gli alunni non mi fu difficile stabilire ottimi rapporti: mi trovai a mio agio soprattutto quando, durante i 10 minuti di ricreazione, questi alunni, provenienti generalmente da paesi limitrofi, affrontavano entusiasticamente porzioni di pane casereccio con broccoletti e salsiccia.

Molti di questi ragazzi, i cui volti tengo custoditi entro una cornice immaginaria, sono sposati, tanti hanno conseguito onorevolmente una laurea e quando, spesso accade, mi incontrano, mi guardano con affetto e tutti mi dicono che malgrado l'età non sono molto cambiato. Spesso passo accanto all'edificio del Liceo Scientifico, centinaia di motorini lo contornano, i professori sono tutti nuovi o quasi, ma gli alunni che irrompono di gioia al suono della campanella, catapultandosi fuori, all'aperto, sono come quelli di allora.

Mi giro, li guardo ancora fino a scomparire dietro l'angolo di un palazzo vicino.