Istituto Istruzione Superiore 'Fermi' Gaeta

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Seconda stella a destra… viaggio nel mondo dell’astronomia professionale.

Francesco Di MilleQuesto il titolo che Francesco Di Mille, astronomo ormai affermato a livello internazionale, ha voluto dare al suo intervento presso il Liceo Scientifico Fermi di Gaeta sabato 9 aprile. Francesco, ex alunno dell’Istituto, ora vive in Cile dove svolge la sua professione di Technical Operations Manager presso l’osservatorio Las Campanas.

Sicuramente difficile vivere così lontano da Gaeta, ma lui supera tutto pur di assecondare quella che è stata la sua grande passione già da piccolo: osservare l’Universo con un telescopio. Per questo, dopo gli studi liceali, ha studiato alla facoltà di astronomia dell’Università di Padova e poi subito in giro per il mondo. Rivolgendosi ai tanti intervenuti, Francesco ha tratteggiato la figura dell’astronomo ed ha ripercorso alcune tappe storiche  dello studio del cielo soffermandosi su personaggi illustri quali Galileo Galilei. Ha evidenziato il problema dell’inquinamento luminoso che impedisce in alcune parti del mondo la possibilità di scrutare nel modo giusto la volta celeste e si è infine soffermato a raccontare gli aspetti quotidiani della sua professione. Non solo adrenalina pura quando ti accorgi di aver individuato qualcosa che nessuno prima di te ha visto, ma anche cose meno elevate come pulire le lenti del telescopio  o assistere a dispute, non sempre condivisibili, sulla paternità di un nuovo avvistamento celeste. Tutto sempre con lo stesso entusiasmo che il nostro astronomo ben sa trasmettere soprattutto ai tanti ragazzi presenti. Figli delle stelle? Non solo una canzone. Un team di astrofisici è arrivato alla conclusione che quasi la metà del nostro corpo ha origine cosmica. Un motivo in più per curare tutto ciò che c’è intorno a noi a cominciare dalla nostra Terra. La sensibilità di Francesco si palesa anche in questo: a chiusura dell’incontro un video nel quale è forte l’ appello alla salvaguardia di tutte le cose che la natura ci ha messo a disposizione. Non roviniamole irrimediabilmente perché, anche se è bello pensare alla possibilità di viaggi su Marte o su altri pianeti, la razionalità ci porta ad una sola conclusione: la Terra è l’unica casa dell’uomo.