Istituto Istruzione Superiore 'Fermi' Gaeta

Sede legale Piazza Trieste Tel. 0771 461780 - Fax 0771 462104
Sede Via Calegna Tel. e Fax 0771 471560
e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
PEC: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

"Dalla A del liceo alla terapiA genicA"

Stefano Di CeccaL’ immuno-terapia genica

Venerdì 4 maggio il dott. Stefano Di Cecca, ex-alunno del Liceo “E.Fermi” di Gaeta, è intervenuto, presso l’Aula Magna dell’Istituto,  per illustrare, al numeroso pubblico presente, l’attività che svolge come membro dell’equipe medica dell’Ospedale Bambino Gesù, primo ospedale ad avvalersi di una nuova cura contro la leucemia.

Partendo dagli stimoli e interessi sorti negli anni del  Liceo, Stefano ha raccontato le tappe della sua carriera di studioso nel campo delle biotecnologie mediche, fino alla specializzazione in Biochimica clinica e al suo attuale lavoro presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, nel reparto di oncologia pediatrica. Il gruppo di cui fa parte ha ideato e sta applicando con successo, dopo anni di sperimentazione, una nuova terapia per la leucemia linfoblastica acuta, il tipo più frequente di tumore dell’età infantile. Questo nuovo metodo terapeutico viene previsto quando sia il trattamento chemioterapico che il trapianto del midollo osseo non riescono a risolvere il problema. Fino ad ora sono stati curati 6 bambini che ormai dopo diversi mesi dal trattamento,  non presentano più cellule tumorali.

 

Stefano racconta che la nuova tecnica adoperata, l’immuno-terapia genica, sfrutta i meccanismi della difesa immunitaria specifica presenti nel nostro organismo. Nel laboratorio biochimico dell’Ospedale in cui lavora si effettua una riprogrammazione cellulare: si inserisce, con la tecnologia del DNA ricombinante, nel DNA dei linfociti prelevati dal sangue del paziente, un gene che codifica per un antigene, il recettore CRA (Chimeric Antigen Receptor). Il gene si esprime costruendo l’antigene sulla membrana del linfocita T.  Queste  cellule vengono moltiplicate e poi reinfuse nel bimbo malato; a questo punto  agiscono contro le cellule tumorali, attaccandosi ad esse ed eliminandole. Inoltre viene inserito nel linfocita T un ulteriore gene, detto gene suicida, da attivare per far autodistruggere la cellula riprogrammata, se  dovesse produrre effetti collaterali negativi.

Un discorso affascinante quello del giovane relatore, da tutti ascoltato con profonda concentrazione. Negli occhi di Stefano la tristezza per il dolore delle famiglie dei bambini malati, ma un attimo dopo l’entusiasmo di chi vuole riuscire a sconfiggere la malattia.

Ci aiuta ad andare avanti, dice,  il desiderio e la speranza di fare sempre di più per migliorare la vita di chi già in tenera età soffre e deve combattere ogni giorno questi gravissimi  problemi.