Istituto Istruzione Superiore 'Fermi' Gaeta

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Viaggio della Memoria 2019

603bb91d-e254-4a66-99c1-9ab8f171a85cnewLa visita al complesso di Auschwitz-Birkenau, iniziativa promossa dalla Regione Lazio nell’Aprile 2019, è stata per noi studenti un'esperienza emozionante, capace di lasciare in tutti i visitatori un senso di vuoto e di rabbia per l'orrore che i deportati hanno dovuto subire. Quello a cui miravano i campi di lavoro e di sterminio era togliere la fede agli uomini e alle donne lì deportati, a cui, oltre alla libertà fisica, mancava la libertà d’arbitrio: al di sotto della pretesa di “rendere liberi” gli innocenti prigionieri tramite il lavoro, naturale espressione della volontà umana di elevarsi al di sopra della sofferenza tramite la creazione (indicativa è a questo riguardo la tristemente celebre iscrizione sui cancelli del campo, “Arbeit macht frei”), i nazisti sono invece riusciti a costruire un sistema di annichilimento dell’identità individuale, dell’eredità culturale, dell’agenzia sul proprio destino, dei rapporti interpersonali e di qualunque altro elemento possa definire l’essere umano; una spirale di pazzia ottimizzata al fine di condurre le vittime a qualcosa di peggiore della semplice morte, ovvero la sperimentazione dell’assoluta mancanza di significato della propria situazione e della propria esistenza.

Ulteriore elemento che contribuisce alla completa assurdità degli eventi descritti è poi il criterio di scelta da parte dei carnefici delle loro vittime, insieme con le folli motivazioni da loro addotte alla messa in atto del loro finemente organizzato piano: furono colpite infatti persone di qualunque tipo e provenienza, con in comune solo l’essere innocenti e il trovarsi dall’altra parte della politica di superiorità nazista e quindi di dover fungere da capro espiatorio per la grandezza del popolo tedesco, un mero dato, un “pezzo”, nella strategia di Hitler. Tutto ciò è chiaramente visibile nel racconto dei sopravvissuti, Sami Modiano, Piero Terracina, Andra e Tatiana Bucci, i quali continuano a perpetrare la memoria di ciò che hanno subito tramite gli incontri con noi studenti.

La visione di quei luoghi porta alla sofferta consapevolezza del fatto che non ci sia più posto per le discriminazioni e la violenza, dal momento che di fronte al dolore e alla morte non vi sono differenze. E se per noi partecipare al viaggio della memoria è stato un privilegio, ora è anche nostro il dovere di mantenere vivo il ricordo, trasmettendo ciò che abbiamo visto e provato per scongiurare la possibilità che tutto ciò accada nuovamente, in quanto, come disse Primo Levi: “tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo”.

Luca Di Perna, Daniele Meschino e Gianluca Miele